Il dott. Nicola Venturo si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Bologna
già Frequentatore Interno presso la Clinica Dermatologica dell’Università.
Iscritto all’Albo dei Medici Chirurghi di Bologna,
già Frequentatore Interno presso il Servizio di Odontostomatologia dell’Ospedale Bellaria di Bologna.
Iscritto all’Ordine degli Odontoiatri di Bologna,
Specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell’Università di Bologna.
Borsista ricercatore in Clinica Dermatologica.
Dottore di Ricerca dell’Università di Bologna
Professore a Contratto presso l’Università degli Studi della Repubblica di San Marino
Segretario Scientifico e Docente del Master di II livello di specializzazione in Medicina e Chirurgia Estetica dell’Università degli Studi di San Marino – Università La Sapienza di Roma.
Relatore in numerosi Congressi Nazionali e Internazionali, workshop e corsi di formazione su temi di dermatologia, medicina e chirurgia estetica.
Autore di numerose pubblicazioni scientifiche.

I: Dottor Venturo, a quali richieste va incontro oggi la medicina estetica?

V: Attualmente alla medicina estetica sono sempre più richieste procedure ambulatoriali che assicurino esiti veloci non inabilitanti e che possano rendere il paziente subito presentabile.

I: Il viso, il nostro biglietto da visita . Quali sono le esigenze in tal senso?

V: L’esigenza in molti casi è quella di restituire al viso quei volumi che con l’età inesorabilmente si modificano, ripristinandoli in maniera molto naturale, facendo attenzione a non esasperare le correzioni.

: Quali sono le sostanze più utilizzate?

V: L’acido ialuronico e l’acido polilattico sono tra queste. Sono prodotti sicuri con i quali si possono ottenere risultati naturali e per i quali esiste già un follow up ventennale. Inoltre hanno il grande vantaggio della totale riassorbibilità; sono da sconsigliare i prodotti permanenti.
Sono lontani i tempi del silicone ormai proibito per legge da anni.

I: Si può parlare di una medicina estetica che in alcuni casi va sempre più sovrapponendosi alla chirurgia e talvolta la sostituisce?

V: Parlerei piuttosto di procedure che si integrano, con progressi della medicina estetica nella direzione della chirurgia e viceversa; uno spettro continuo che, avvicinando metodiche diverse, consente una completa adesione alle necessità del paziente.

I: Può farmi un esempio?

V: Molto entusiasmante per me è una tecnica di recente introduzione che propone l’utilizzo di fili di trazione riassorbibili in sostituzione dei vecchi fili permanenti e, andando ancor più indietro nel tempo, dei vecchi lifting. Più nello specifico si tratta di fili che ottengono un compattamento cutaneo e che vanno a costituire una vera e propria tramatura di supporto per la cute non più elastica; vengono introdotti nel viso con delle semplici infissioni di  sottilissimi ago cannula e senza la necessità di  anestesia. A distanza di qualche tempo si può tranquillamente ripetere il trattamento, semmai in misura ridotta, per adeguarsi alle nuove mutate esigenze, poiché i processi d’invecchiamento comunque continuano.

I: Che risultati si ottengono?

V:  Prima di tutto un effetto immediato di contrasto della lassità cutanea in maniera molto naturale, questo perché le linee di trazione sono ripartite su più fronti a differenza dei vecchi metodi. Un ottimo risultato si ottiene su quella situazione di abbassamento della guancia sulla linea mandibolare.

I: E per il corpo quali le metodiche più richieste?

V: Per il corpo buoni risultati si ottengono con la liposcultura, con la quale è possibile aspirare attraverso delle cannule, quei piccoli accumuli di pannicolo adiposo sottocutaneo in eccesso.
Si può eseguire non solo nel corpo, ma  anche nel viso ad esempio per  il sottomento.

I: Ma qual è la differenza con la liposuzione?

V: La liposuzione è una metodica più grossolana e più di profondità che tiene conto più dei volumi che della silhouette. La liposcultura è più fine e più di superficie, entrambe sono metodiche estremamente sopportabili, ma  non per questo praticabili ovunque, si tratta di veri e propri interventi che richiedono tutte le attenzioni necessarie.

I: Qualche altra novità?

V: Senz’altro alcuni particolari tipi di peeling che possiamo definire non peeling. Le sostanze utilizzate, per esempio nella cura delle cicatrici da acne, vengono oggi combinate con altre sostanze  perdendo quella capacità esfoliante, ma mantenendo l’effetto dermoplastico ossia  l’effetto di stimolazione della cute a rigenerarsi; si ottiene così una vera e propria compattazione della pelle, una bio rivitalizzazione molto efficace e sicura su collo, decolletè e dorso delle mani che sono le parti del corpo che maggiormente rivelano la nostra età anagrafica, ma anche quelle più difficili da trattare.

I: E per le macchie?

V: Per le macchie esistono metodiche diverse. In alcuni casi va bene il laser, in altri dei peeling depigmentanti sono più indicati purchè fatti in assenza di infiammazione (sono chiamati “ peeling freddi”), altrimenti la situazione potrebbe solo peggiorare. Le macchie sono diverse e hanno origini diverse; tra queste le cheratosi, il cloasma gravidico, il melasma . Fondamentale è fare una diagnosi corretta che significa poter affrontare il problema nella maniera migliore per risolverlo. L’unico suggerimento sempre valido e spesso poco seguito per tentare di prevenirle, è quello di proteggersi sempre dai raggi ultravioletti delle esposizioni solari sconsiderate.

Federica Polese