Laurea in Medicina e Chirurgia conseguita nel 1987 presso l’Università degli Studi di Bologna.
Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia nel 1994 presso l’Università degli Studi di Modena.
Il campo di particolare interesse è la Chirurgia Artroscopica.
Chirurgia di eminenza: Patologia e Chirurgia Artroscopica del ginocchio, spalla, polso e caviglia.

  • Da marzo 2014 collabora con la Casa di Cura Villa Serena di Jesi per attività chirurgica ortopedica in qualità di responsabile di equipe;
  • Dal 2013 collabora con l’Ospedale privato San Francesco di Ravenna per attività chirurgica ortopedica in qualità di responsabile di equipe;
  • Dal 2011 collabora con la Casa di Cura Malatesta Novello di Cesena per attività Chirurgica ortopedica in qualità di responsabile di equipe;
  • Da ottobre 2009 collabora con la Casa di Cura Villa Maria di Rimini per attività Chirurgica ortopedica in qualità di responsabile di equipe;
  • Dal 2002 collabora con la Casa di Cura “Liotti”di Perugia  per Attività Chirurgica Ortopedica in qualità di responsabile di equipe;
  • Dal 2001 è Primo Aiuto presso la divisione di Ortopedia,Traumatologia, Chirurgia della Mano e Chirurgia Artroscopica dell’Ospedale di Stato della Repubblica di San Marino,
  • Dal 1990 è Dirigente di I° Livello presso la Divisione di Ortopedia,Traumatologia, Chirurgia della Mano e Chirurgia Artroscopica dell’ospedale di Stato della Repubblica di San Marino;
  • Dal 2008 al 2013 ha collaborato con la Casa di Cura “Villa Aurora” di Foligno per attività chirurgica ortopedica in qualità di responsabile di equipe;
  • Dal 23/07/2012 al 07/09/2012 ha ricoperto le mansioni di Primario Ortopedico presso l’Ospedale di Stato della Repubblica di San Marino per sostituzione interna;
  • Dal 2003 al 2011 ha collaborato con la Società Pubblico-Privata Montefeltro Salute s.r.l., presso la Struttura Ospedaliera di Sassocorvaro (PU) in qualità di responsabile di equipe;
  • Dal 1998 sino al 2004  ha svolto  Attività Chirurgica Ortopedica presso l’ Ospedale  Cervesi di Cattolica, per conto del San Raffaele di Milano e della Fondazione “Regina Maris” di Cattolica;
  • Dal 1990 al 2014 dirigente di primo livello presso la Divisione di Ortopedia Traumatologia e Chirurgia della Mano dell’Ospedale di Stato della Repubblica di San Marino

Ha svolto attività di docenza, tra le quali si citano:

  • Relatore al congresso nazionale SIOT 2014: “Osteotomia Tibiale Prossimale con il Nuovo Sistema IBlance: Risultati Clinici”;
  • Relatore al congresso nazionale SIGASCOT 2014 su “Osteotomia  Tibiale Prossimale con il Nuovo Sistema IBlance: Risultati Clinici a Breve Termine”;
  • Organizzatore di “Corsi teorici pratici di chirurgia della spalla e del ginocchio”, San Marino, 1-4 luglio 2014;
  • Relatore ad “Artro Spritz – Osteotomia di Ginocchio Passato Presente e Futuro”, 10 aprile 2014;
  • Relatore al Corso di Artroscopia di Spalla, Arezzo, dicembre 2013 su:

“Posizionamento, portali, nodi artroscopici e gestione delle suture”
“Uso di ancore fenestrate nella cuffia: follow up a 2 anni”;

  • Relatore al XXI Congresso Nazionale SIA Artroscopia e Sport, Pesaro, ottobre 2013;
  • Relatore al 3° congresso per infermieri di Camera Operatoria, su “Artroscopia di spalla” San Marino, settembre 2013;
  • Relatore al convegno sulla preparazione atletica e riabilitazione presso Rimini Welness 2013;
  • Relatore al Convegno “Progressi nelle osteotomie tibiali e femorali e nelle protesi monocompartimentali di ginocchio”, Roma, aprile 2013;
  • Docente al Master in Medicina Geriatrica organizzato dal Dipartimento di Studi Biomedici dell’ Università di San Marino e dell’Università degli Studi di Ferrara, su “Patologia degenerativa. Artrosi di ginocchio: inquadramento clinico e trattamento”, aprile 2013;
  • Relatore al convegno “Attualità in ortopedia; un approccio multidisciplinare” su “Nuove tecniche nella riparazione della cartilagine” Rimini,  marzo 2011;
  • Technical Instructor at the Arthrex Knee and Shoulder Course-ArthroLab, Monaco, ottobre2010;
  • Relatore al Corso “ Le patologie spalla e ginocchio su “Aspetti di Day Surgery in Ortopedia” , Imola, ottobre 2006;
  • Relatore al seminario “Fratture articolari di polso e di mano”, Bolzano, maggio 1996.

Pubblicazioni :

  • Coautore del capitolo “ Lesioni della Cartilagine” del Libro :

“Preparazione Atletica e Riabilitazione “ a cura di Davide Carli e Silvia Di Giacomo – 2013

  • Coautore dell’articolo “Articular cartilage engineering with Hyalograft C: 3-year clinical result”- Clin Ortoph relat Res Giugno 2005

E’ membro delle seguenti  Società Specialistiche italiane:

  • S.I.O.T. (Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia)
  • S.I.A.     (Società Italiana di Artroscopia)
  • S.I.G.A.S.C.O.T (Società Italiana di chirurgia del Ginocchio, Artroscopia, sport, Cartilagine e Tecnologie Ortopediche

I: Dott. Ghinelli, qual è il suo impegno all’interno della Domus Medica?

G: Sono nato e cresciuto con l’Ortopedia dell’Ospedale di Stato di San Marino che ha raggiunto ben 26 anni di età fino al pensionamento del nostro Primario. In tutti questi anni il reparto è stato un fiore all’occhiello per l’ospedale e il  territorio confinante. Abbiamo sempre sviluppato innovazione e coperto quasi totalmente la patologia ortopedica com’è giusto che sia per un’ortopedia ospedaliera. Abbiamo affrontato la chirurgia protesica e applicato la tecnica artroscopica su ogni distretto articolare dell’arto superiore e inferiore, abbiamo affrontato la traumatologia più complessa, trattato lesioni cartilaginee, le instabilità del ginocchio e della spalla anche complesse, con tecniche all’avanguardia. Abbiamo inoltre avuto peculiarità quali: la chirurgia della mano (centro di riferimento nazionale) la microchirurgia, la chirurgia artroscopica del polso (abbiamo eseguito la prima artroscopia di polso in Italia) e la chirurgia legamentosa del ginocchio. Perché disperdere questo patrimonio di esperienza?
Così è nato il centro ortopedico sammarinese dove trasferire tutte le capacità professionali, umane, scientifiche e organizzative sviluppate in questi 26 anni, con l’intenzione di migliorare e soprattutto ampliare la visione ortopedica integrandola, quando serve, con consulenti ultraspecialisti.

I: Una piccola chirurgia?

G: In questa struttura, dotata di ottime sale operatorie certificate, siamo in grado di affrontare la chirurgia maggiore; intendo ogni intervento, compresa la protesica e la chirurgia breve tipo quella artroscopica e legamentosa.
Nel centro ortopedico sammarinese abbiamo organizzato una chirurgia ambulatoriale come quella per: il tunnel carpale, il dito a scatto, il De Quervain, piccola traumatologia, l’alluce valgo, le metatarsalgie da sovraccarico, per fare degli esempi.
Queste patologie sono molto frequenti e oggi giorno operabili con tecniche mininvasive, così ci siamo attrezzati per consentire la minor perdita di tempo possibile, compiendo tutto il ciclo “ricovero – dimissione” in un paio di ore.

I: In cosa si configurano i vantaggi per il paziente rispetto ad un ospedale, considerando che parliamo di una struttura privata che quindi avrà i suoi costi?

G: I costi sono molto accessibili e comunque sappiamo che il tempo è denaro e i vantaggi sono, a mio avviso, riferibili proprio alla tempistica; per molte persone è importante rivolgersi ad una struttura dove i tempi siano snelli e non si perda tutta la giornata!

I: Quindi stessi servizi con una maggiore rapidità, ma gli esami pre ricovero?

G: Parliamo di chirurgia ambulatoriale; se gli esami sono necessari, vengono eseguiti nei giorni precedenti all’intervento. Al momento della visita la raccolta anamnestica delle patologie e soprattutto la terapia farmacologica in atto, ci consentono di valutare la necessità di un approfondimento diagnostico prima di un intervento anche se banale.

I: In questi 26 anni cosa l’ ha appassionata di più?

G: Senza dubbio la chirurgia di tipo artroscopico, l’artroscopia della spalla e del ginocchio, le ricostruzioni legamentose anche complesse; le patologie degli sportivi e la ricostruzione della cartilagine.

I: Sembrerà banale, ma nel suo caso non posso non dire una preparazione a 360°.

G: L’attività ospedaliera mi ha equipaggiato di un bagaglio importante di cui non posso omettere di segnalarle la chirurgia protesica dell’anca, della spalla e soprattutto del ginocchio, proprio in virtù di quanto già accennato in merito alla mia passione per le ricostruzioni legamentose.

I: Negli ultimi anni si è potuto assistere a molti cambiamenti nell’ambito della chirurgia
di cui mi sta parlando?

G:  Si, i progressi in ambito ortopedico a cui ho potuto assistere in questo quarto di secolo sono stati notevoli iniziando dall’avvento della chirurgia artroscopica, ai progressi ottenuti con la  bioingegneria e biotecnologia, alla nascita della banca dei tessuti che ci consente di poter affrontare chirurgie ricostruttive anche in unica soluzione, avendo a disposizione tendini pronti senza necessita di prelievo autologo.

I: Quali vantaggi derivano dall’utilizzo dei tessuti di banca?

G: Senz’altro un recupero più rapido con minor dolore evitando di prelevare tendini sani indebolendo l’arto al fine di stabilizzare l’articolazione.

I: Quando invece è più indicata la donazione autologa?

G: In situazioni meno complesse, soprattutto in pazienti giovani dove, chiaramente, l’osteo integrazione è più rapida.

I: Possiamo accennare qualcosa in merito alle protesi?

G: L’ingegneria medica è in continua ricerca, le protesi vengono concepite in modo da riprodurre la biomeccanica articolare. Questo è possibile con l’anca e la spalla, per il ginocchio la situazione è più complessa a causa della  presenza dei legamenti crociati; questa zona centrale è ricca di recettori di stabilità e posizione. Recentemente sono state riproposte, migliorate nei materiali, le protesi a risparmio di crociati anteriore e posteriore che si avvicinano maggiormente alla biomeccanica naturale, raggiungibile solo con le protesi monocompartimentali (mezze protesi). Come tutte le novità avremo bisogno di un po’ di tempo per valutarne l’ efficacia.

I: Quanto può durare una protesi?

G: Una protesi dura circa vent’anni, ma questo è un dato suscettibile rispetto a tutte quelle condizioni di usura che normalmente intervengono sulla durata della protesi stessa. I soggetti più giovani hanno chiaramente un’attività fisica maggiore rispetto ad una persona anziana. Certamente bisogna mettere sul piatto della bilancia benefici, durata, qualità della vita e trarre un po’ le proprie personali conclusioni, sempre seguendo le indicazioni e i consigli dello specialista.
La chirurgia ricostruttiva della cartilagine rallenta il processo artrosico,  mi sono dedicato a queste tecniche sin dalla fine degli anni 90, grazie a queste siamo riusciti a procrastinare  l’intervento di protesi in molti pazienti giovani.

I:  Esistono fattori predisponenti?

G: Sì, ad esempio  deformità assiali quali le ginocchia vare o valghe. I traumi giocano un ruolo fondamentale in questo tipo di degenerazioni; la rottura di un menisco da bambini, può determinare un’artrosi precoce anche prima dei 30 anni. Nei soggetti giovani con una lesione meniscale, quando è possibile, bisogna praticare una sutura meniscale, proprio per salvaguardare il futuro di quel ginocchio.

I: Quali sono in generale le conseguenze dell’usura di una protesi di anca o di ginocchio?

G: Parliamo di strutture artificiali i cui componenti possono usurarsi; le conseguenze sono la mobilizzazione dell’impianto rispetto all’osso che deve contenerlo e questo causa dolore; l’usura dell’inserto in polietilene libera delle micro particelle  che provocano una reazione infiammatoria  contribuendo alla mobilizzazione asettica. In questi casi bisogna revisionare la protesi.

I: L’ortopedia italiana risulta per l’Oms tra le migliori al mondo e in Europa si colloca ai primi posti per numero di interventi in artroscopia e protesi di anca e ginocchio. Cosa possiamo aspettarci nei prossimi anni?

G: Vero, l’ortopedia italiana è fra le migliori al mondo e per anni è stata addirittura maestra. La globalizzazione alla quale stiamo assistendo, anche in campo medico, rappresenta una ricchezza ed una fortuna che ci consentono di non cercare eccellenze al dì fuori del nostro paese, quando abbiamo necessità di curarci. Molti sono i contatti diretti con tanti colleghi e istituzioni anche oltreoceano, partecipiamo ai loro congressi e i medici stranieri partecipano ai nostri; gli interscambi culturali e scientifici sono talmente intensi che non esistono differenze. Non posso che auspicare una sempre più efficace collaborazione in questo senso.

Federica Polese